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(Si ringrazia il Museo Leone di Vercelli per l'immagine) Guala Bicchieri fu cardinale e legato pontificio tra la seconda metà del 1100 e il 1227. Nato a Vercelli da famiglia influente e benestante (il padre aveva ricoperto un incarico imprtante nel Comune di Vercelli) , fu dapprima canonico della Cattedrale vercellese, poi giurista e infine uomo di fiducia di Innocenzo III. Quest’ultimo lo inviò in importanti missioni diplomatiche in Italia e all’estero: per questo Guala fu particolarmente vicino alla corte francese, a quella inglese e all’imperatore Federico II. Tra le missioni all’estero quella di maggiore prestigio e importanza fu sicuramente quella compiuta in Inghilterra. La data precisa in cui Papa Innocenzo III conferì a Guala Bicchieri l’incarico di legato pontificio presso la corte inglese non è nota e sono sconosciuti anche i termini e i dettagli della missione. Sappiamo però che Guala fu il terzo legato pontificio appositamente nominato per il regno di King John e che fu il primo di quattro agenti papali che operarono con pieni poteri durante il regno di Henry III. Sappiamo anche che il cardinale lasciò Roma dopo il 24 febbraio 1216 e che doveva assolvere al duplice compito di promuovere la nuova crociata e restaurare la pace in Inghilterra. L’importanza della missione era dunque pressoché sconfinata, dal momento che essa implicava rapporti con le principali forze politiche e sociali del tempo e interessava uno scenario che si estendeva dalla Gran Bretagna al Santo Sepolcro, passando per la Francia e la Curia romana. L’Inghilterra del secondo decennio del 1200 era dominata da un’aspra contesa tra i baroni inglesi e King John, noto in Italia come Giovanni Senzaterra. Nel 1215 la lotta era sfociata nella concessione della Magna Carta da parte del re, ma il documento era stato quasi subito annullato dal pontefice, nel tentativo di appoggiare la Corona inglese. Innocenzo III, infatti, era alleato di Giovanni Senzaterra da quando quest’ultimo, nel 1213, si era dichiarato vassallo del Papa e aveva dichiarato l’Inghilterra e l’Irlanda feudi papali. Tra l’estate e l’autunno del 1215 i baroni inglesi ribelli offrirono la corona inglese al Delfino di Francia Luigi VIII, che l’accettò senza riserva e mandò in Inghilterra un esercito di 7000 uomini. A quel punto Innocenzo III entrò in scena in modo più diretto, inviando in Inghilterra il suo uomo migliore, Guala Bicchieri. Guala arrivò sull’isola il 20 maggio 1216, dopo una sosta in Francia presso la corte di Filippo Augusto, padre di Luigi VIII. Giunto in Inghilterra, Guala si accinse a scomunicare tutti coloro che avevano appoggiato i Francesi e i baroni ribelli e a rafforzare il potere della monarchia plantageneta. Malauguratamente nel luglio dello stesso anno Innocenzo III morì (il suo successore, Onorio III, ordinò a Guala di proseguire la sua missione inglese) e nel mese di ottobre anche Giovanni Senzaterra scomparve dalla scena terrena. Prima di morire, tuttavia, King John affidò a Guala il suo regno, il suo patrimonio (Guala fu nominato esecutore testamentario insieme ad una gruppo di notabili) e il suo erede, che aveva solo nove anni. Da quel momento Guala fu sempre accanto al nuovo sovrano, al quale offrì appoggio politico, sostegno morale e conforto spitiruale, ma certamente anche affetto paterno. Il piccolo principe fu incoronato alla fine di ottobre del 1216, e Guala scelse per lui non la tradizionale abbazia di Westminster, bensì la cattedrale di Gloucester, che era in territorio sicuro (Londra era nelle mani dei Francesi). Nel Novembre del 1216 e nel novembre del 1217 Guala concesse la Magna Carta (le sue edizioni sono la seconda e la terza versione del documento). Nel novembre 1217 Guala concesse anche la Forest Charter, o Carta de Foresta, che introduceva norme più miti e tolleranti per l’utilizzo delle foreste reali da parte del popolo. Sul piano militare Guala fu determinante nell’appoggiare l’esercito degli Henricians contro i Francesi nella primavera del 1217 (a Lincoln) e nell’estate dello stesso anno (a Sandwich). Fu lo stesso legato che stabilì le calusole del trattato di pace, noto come Trattato di Lambeth, che fu siglato da Inglesi e Francesi nel Settembre 1212 a Kingston upon Thames. La missione inglese di Guala si concluse alla fine del 1218. In cambio del suo appoggio Guala ricevette da Henry III la chiesa e i beni di St.Andrew’s Chesterton. Chesterton è oggi un quartiere di Cambridge. Al ritorno dall’Inghilterra, ai primi del 1219, Guala utilizzò le rendite della chiesa inglese per finanziare la costruzione della nascente abbazia vercellese di Sant’Andrea, omaggio del cardinale alla sua città natale. La costruzione fu completata in soli 8 anni e nell’anno in cui l’abbazia fu terminata il cardinale chiuse gli occhi per sempre. Come primo abate aveva scelto il grande Tommaso Gallo della Scuola di Parigi e come architetti e costruttori aveva voluto quanto di meglio si potesse trovare sulla scena internazionale. Ancora oggi la basilica di Sant’Andrea è il vanto e il simbolo della città di Vercelli e le sue torri indicano da lontano la via verso la città. Gianna Baucero “In viaggio con il cardinale”, edizioni Saviolo , 2008 ISBN: 889512510XISBN-13: 9788895125107
see also : Guala Bicchieri legato pontificio in Inghilterra (1216-1218)
Si ringrazia il Museo Leone per aver concesso l'utilizzo di questa immagine di Sant'Andrea Guarda il lavoro delle studentesse della III C del Liceo Scientifico Avogadro di Vercelli A.S. 2004/2005 per il Concorso Scrinium Cardinalis Città di Vercelli Assessorato alla Cultura An Ancient Friendship The relationship between Ely and Vercelli belongs to a distant past. In 1216 England was in chaos. King John Lackland and the rebel barons were at war with one another and the French prince Louis VIII, supported by the Scots and Welsh, was ready to seize the crown and expel the Platagenets from their kingdom. Pope Innocent III sent to England a wise and reliable papal legate, Guala Bicchieri from Vercelli. Acting on behalf of the Pope, Guala immediately became one of the most influential men in England, together with the sovereign and William Marshal. He was able to support the crown and pacify the kingdom. He also appears to have played a leading role in the defeats inflicted by the English royalist army upon the French invaders. Moreover, on his death-bed, King John appointed Guala among his executors and chosen him as one of the tutors for the young heir, Henry III, who was only nine years old. Guala was a wise advisor and a faithful tutor for the new king, so in 1217 Henry III presented him with the Church and living of St.Andrew’s Chesterton, which were the king’s token of gratitude for Guala’s efforts in saving the kingdom. Guala presented the nascent Sant’Andrea’s in Vercelli with his Chesterton property and thus it came about that from 1217, for over two centuries, St.Andrew’s Chesterton was administered by vicars appointed by Vercelli and that part of the money coming from Chesterton was used to build the magnificent Sant’Andrea’s Basilica, which is the symbol and glory of Vercelli. Even if it was administered by a foreign Rector, Chesterton continued to belong to the Diocese of Ely. When Guala landed on the island, on 20th May 1216, he had to face a complicated election dispute over the election to the bishopric see of Ely. Robert of York and Geoffrey de Burgh were among the main candidates. On 25th October 1217 Pope Honorius III remitted the case to Guala, the archbishop of York and bishop Richard Poer, ordering them to settle the dispute. No final agreement was reached during Guala’s time as papal legate in the country and it seems that the cardinal continued to consider Robert of York as the bishop-elect of Ely. It has been suggested that it was in exchange for this that Robert of York confirmed St. Andrew’s Chesterton to Guala’s abbey in Vercelli and granted various churches within the Diocese of Ely to some of the cardinal’s familiars. Although the Italian canons probably found Chesterton a source of difficulty, Vercelli was the Rector of St. Andrew’s Chesterton from 1217 to 1440, when King Henry VI seized the advowson from Guala’s abbey and gave it to King’s Hall Cambridge (later Trinity College). Henry VI’s decision, however, was confirmed only in 1444 by a commission appointed by Pope Eugenius IV. After 1444 the relationships between Chesterton and Vercelli began to fade. In subsequent reigns Vercelli made several efforts to obtain restitution of Guala’s English property: the last attempt was made between 1557 and 1558, when the Duke of Savoy appealed to Queen Mary Tudor: being closely connected to the Duke by family ties, Mary would surely have been willing to take the Duke’s appeal into due account, but unfortunately she died on 17th November 1558. Under her heir, Queen Elizabeth I, the Duke’s appeal was not given consideration and under the subsequent sovereigns the negotiations were never resumed. Nowadays, the church and property of St. Andrew’s Chesterton still belong to Trinity College, who in the late 1960s used the land they had inherited from Sant’Andrea’s via King’s Hall to build the Cambridge Science Park, which after Felixstowe Docks is the College’s second biggest source of income .Thus, after nearly 800 years, the property that once belonged to Vercelli is still providing an income for a corporate body and still is a valuable piece in that complex jigsaw which is the history of the relationships between Vercelli and Cambridge. As time went by, a thick layer of dust came to hide the accounts of the canons from Vercelli who had been in contact with St. Andrew’s Church, most of the ancient documents which had belonged to the church were lost or destroyed and the city of Vercelli slowly forgot the important links with the English property. But as it happens with all great characters, one day the story of the papal legate slipped out of the pages of a book and was found by a man who wanted to read it again and, having read it, was enraptured by it. That was the beginning of the so-called “Annum Cardinalis” – 2005 – during which a lot of events were organised in Vercelli to rediscover and revive the figure and deeds of cardinal Guala Bicchieri. The leading event was the return to Vercelli of one of the most important items belonging to Guala Bicchieri, his travelling box. An exhibition was mounted at the Capitular Museum by the City Council. Thousands of people visited it and admired not only the travelling box but also other valuable jewels which had belonged to the wealthy and refined papal legate. Alongside with the exhibition, the City Council organised a series of lectures on the cardinal. Some of the most important historians came to Vercelli and even Cardinal Tarcisio Bertone, who used to be our bishop between 1991 and 1995 and who at present is the Secretary of State of the Vatican gave a lecture on Guala. Reviving the interest in Guala also meant remembering St. Andrew’s Chesterton. As a result of this Vercelli invited Dr. James Gardom, the Vicar of St. Andrew’s Chesterton, to visit the city and the exhibition. James Gardom accepted the invitation with enthusiasm and arrived at Vercelli on 30th April 2005. His visit offered the local people the opportunity to listen to the story of St. Andrew’s Chesterton and discover some important aspects of today’s Chesterton. After that first visit, the old bond of friendship between Vercelli and Chesterton was set up again and other visits were paid. A group of people from Vercelli flew to Cambridge in September 2005 to celebrate the revival of the old bond and the birth of a new cultural and religious link with the local community. On the occasion of that journey, the group visited Ely Cathedral, listened to the Choir and was so struck by the talent of the choristers that immediately decided to invite them to Vercelli. That first experience marked the beginning of our friendship with Ely and its magnificent Cathedral.
Manuscript preserved at the Capitular Library of Vercelli Anno 1217. die 8. Novembris. Robertus Elyensis Ecclesiae Electus concedit intuitu Dei, et ob reverentiam D. Gualae Cardinalis et Apostolici Legati, Ecclesiae S.Andreae Vercellensis, in puram elemosynam ad proprios usus Ecclesiam S. Andreae Cetretunen. , quam D.Rex Henricus de consensu totius sui Consilii eidem Ecclesiae donaverat. (excerpt from "VercEly: the Song of Frienship", Vercelli, 2007, Gianna Baucero ) Tra i figli più illustri della nostra Vercelli sicuramente un posto di riguardo spetta a Guala Bicchieri, cardinale e legato pontificio di Innocenzo III. Vissuto tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo in una Vercelli medievale amata dai viaggiatori, in quanto posta sulla via che univa Roma alle città d’Oltralpe, Guala fu egli stesso un grande viaggiatore, come attestano i suoi scrigni , gli oggetti preziosi che il cardinale portava con sé nelle sue trasferte e la storia delle sue missioni in Italia e all’estero. Gli Inglesi ancora lo ricordano come collaboratore prima di Giovanni Senzaterra, Prince John Lackland, fratello del valoroso Richard The Lionheart da noi noto come Riccardo Cuor di Leone) nel 1215 e 1216 e poi del giovane re Henry III(John e suo figlio Henry furono rispettivamente terzo e quarto sovrano della dinastia dei Plantagenets), del quale Guala fu anche reggente per circa due anni. Re Henry III, infatti, aveva solo nove anni quando salì al trono, primo monarca nella storia inglese ad ereditare la corona in così tenera età. Durante il regno del giovane sovrano la Magna Charta (che Giovanni Senzaterra aveva disconosciuto subito dopo essere stato costretto a firmarla) venne emanata nuovamente (1217) , grazie all'opera di alcuni uomini politici di spirito patriottico come William Marshall e Hubert de Burgh, ma anche all'abilità diplomatica del nostro cardinale. Riconoscente per il peso delle sue mediazioni, che sul fronte della politica estera garantirono alla corona inglese la salvezza dal pericolo francese, Henry III, che intendeva mantenere proficue relazioni diplomatiche con la Chiesa romana,donò a Guala Bicchieri l’abbazia di Chesterton con tutte le sue rendite e Guala utilizzò l’omaggio per finanziare la costruzione dell’abbazia di Sant'Andrea in Vercelli, che si concluse nel 1227. Poiché l’abbazia di Chesterton era dedicata a St.Andrew, per molto tempo si è creduto che Sant’Andrea dovesse il suo nome al debito di riconoscenza del cardinale alla chiesa inglese. In realtà Guala diede all’abbazia vercellese il nome di una chiesa che sorgeva sullo stesso terreno fin dal 1169, tant’è vero che in diverse pergamene del 1223 e 1224 la chiesa di Guala Bicchieri viene chiamata “Ecclesia Nova S. Andree Vercellensis”. Nel corso dei secoli a Guala Bicchieri è stato anche attribuito il merito di aver portato in città il Vercelli Book, prezioso manoscritto in Old English del tardo decimo secolo conservato presso la Biblioteca Capitolare. E’ invece più probabile che il codice sia giunto fin qui con un pellegrino straniero, uno dei tanti forestieri, soprattutto britannici, che si fermavano in città attratti dall’ospitalità vercellese, che li confortava in un percorso di sofferenza e privazioni. Durante il Medio Evo, infatti, le relazioni tra Vercelli e le popolazioni delle Isole Britanniche erano talmente intense che la città allestì un ospizio per pellegrini provenienti da quelle terre e lo dedicò a Santa Brigida degli Scoti. L’ospizio sorgeva vicino alla Chiesa di S.Eusebio e doveva essere veramente molto antico se vogliamo credere alla tesi dello storico vercellese Cusano. Un altro ospedale fu fondato in Vercelli proprio da Guala Bicchieri, che lo dedicò a Sant’Andrea come l’abbazia. Col tempo l’Ospedale degli Scoti decadde e il Papa incaricò Guala Bicchieri di riportarlo al suo scopo originario di ospitalità, carità e assistenza ai pellegrini che giungevano d’Oltremanica. Nel 1224 il cardinale aprì presso quell’ospedale un convitto per gli studenti bisognosi e tale convitto può essere considerato l’origine dello Studium o Universitas Scholarium di Vercelli, cioè della nostra università, che nacque ufficialmente nel 1228 presso l’Ospedale di Santa Brigida per merito di Guala Bicchieri. E anche in questa impresa il cardinale fu sorprendentemente all’avanguardia e vicino alla vita culturale di quell’Inghilterra che doveva avere tanto amato, poiché pochi anni prima – nel 1209 – era stata fondata l’Università di Cambridge. Per troppi anni Vercelli è stata ingiustamente distratta nei confronti dei meriti di quel suo figlio geniale e cosmopolita, ma recentemente ne ha riscoperto con orgoglio la maternità, riportando in città uno degli scrigni da viaggio del grande cardinale, proprio quello che fu anche il ricovero delle sue spoglie mortali. E ci piace pensare che se potesse vederlo, Guala Bicchieri sarebbe fiero di essere tornato a casa. http://www.welcometovercelli.it/scrinium/index.htm Leggi il servizio di Gianna Baucero pubblicato sulla rivista Art & Wine del mese di Giugno 2007 Con traduzione in inglese di Gianna Baucero & Jonathan Rogers
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